COMADRE – LA CANTADORA

Di e con Agata Marchi
Sound design e musica dal vivo Davide Lotito (didgeridoo)
Con la collaborazione di Simona Campisi, Matteo Miucci, Edoardo D. Pisati
Disegno luci e tecnica Massimo Giordani
Oggetti scenici Simona Campisi
Foto di scena Piero Tauro
Con la collaborazione e il sostegno di “Le belle Bandiere”
“SpazioMet”(Cantieri Meticci/Aps), di Noi Giovani (APS) e di Astragali Teatro
Spettacolo vincitore del premio “Migliore attrice” al Roma Fringe Festival 2024, “Menzione speciale” al bando Teatro Voce della Società Giovanile 2024, Finalista al “Festival di Resistenza” 2025 (Istituto Cervi)

COMADRE – LA CANTADORA

Una nonna e una nipote giocano a nascondino ai confini del tempo e intanto si raccontano storie. Storie di cura e rivoluzione guidate dalla luce di una luna caduta. Non ricordano più il mondo o forse non lo riconoscono.
Saranno sabbia, vento e acqua attraverso il tempo e lo spazio.
Le voci della terra risuonano dentro di loro.
Stralci di ricordi, biografie dimenticate, attraverso il loro gioco si fanno carne, si fanno vita.

Questo spettacolo è una riflessione sulla memoria e sull’avere cura. Avere memoria significa anche avere cura di ciò che è stato.
Avere cura non significa solo occuparsi di sè e del proprio piccolo giardino ma far si che esista una memoria condivisa. Dove si può trovare questa cura oggi? Si può ritrovare? Come si fa a ritrovare la meraviglia del mondo?
Da queste riflessioni si genera la mia ricerca e da una suggestione intorno alla figura della Baba Jaga, come descritta da Clarissa Pinkola Estes in “Donne che corrono coi lupi”, strega cattiva e insieme donatrice di una conoscenza ancestrale, grazie alla quale Vasilissa, la protagonista della fiaba russa raccolta da Afanas’ev riesce diventare adulta. Ed è del passaggio dalla vita alla morte
che si occupa la Comadre, la cantadora. donna che vive ai confini del deserto, della foresta, in riva al mare, della quale si dice che attraverso il suo canto possa risvegliare le creature della terra.
Ai confini del tempo e dello spazio, il potere della Comadre si manifesta, attraverso il gioco tra nonna e nipote che si raccontano un passato e un presente, fatto di saggezza popolare e storie di vite, vicine e lontane, per mantenere un filo di ricordi che tiene vivo il mondo.
La drammaturgia si sviluppa a partire da una ricerca su ricordi della mia biografia
personale e dal mescolarsi con essa di suggestioni poetiche e narrative che ho ritrovato nei testi: “La Briganta”, di Maria Rosa Cutrufelli (Frassinelli Editore,2016) e “Rabbia Proteggimi” di Maria Edgarda Marcucci (Lizard Editore,2022) e in un’intervista a Maria Annunziata Tolomelli, la più giovane staffetta partigiana di Bologna. Tra i testi che mi hanno ispirato sia formalmente che come vettore poetico ci sono: Ribelli. Era necessario. Azioni del battaglione montano. (1944-1945) di Severino Dall’aglio (Il manoscritto inedito si trova al CIDRA di Imola) i Canti Orfici di Dino Campana, Simone Weil. La biografia interiore di una delle intelligenze più alte e pure del novecento di Gabriella Fiori(Garzanti Editore,1997), Le Fiabe Russe di Aleksandr Nikolaevič Afanas’ev (Rizzoli Editore/Bur Classici,2000), Donne che corrono coi lupi e “Storie di donne selvagge” di Clarissa Pinkola Estes (Sperling&Kupfer Editore, Pickwick 2016,Sperling&Kupfer Editore, 2008), Non io di Samuel Beckett (contenuto all’interno del volume Teatro di Samuel Beckett, traduz. Paolo Bertinetti, Einaudi Editore, 2014).

Date dello Spettacolo

Verdellino, Parco del Santuario della Madonna dell’Olmo, Via Madrid

Venerdì 4 Settembre, 21:15

In caso di maltempo Auditorium “A. Gramsci”, Largo Cartesio 1