L’annuncio a Maria
L’annuncio a Maria
DEDICATO IN MODO SPECIALE DA DESIDERA A BENVENUTO CUMINETTI NEL QUINDICESIMO ANNIVERSARIO DELLA SUA PARTENZA DA QUI. IL MISTERO, PROTAGONISTA DI QUESTO DRAMMA COSÌ AMATO DA BENVENUTO, LO TIENE NEL SUO ABBRACCIO E CE LO RESTITUISCE PER VIE NON SENSIBILI MA REALI. DESIDERIAMO, STANDO SULLA TERRA, GLI OCCHI DI CIELO DI VIOLAINE.
L’annuncio a Maria di Paul Claudel è un’anomalia nel teatro europeo del Novecento: un testo di grandissima concentrazione poetica, ambientato in un Medioevo storicamente preciso e nel contempo indefinito. Un Medioevo dove regna una confusione in cui si rispecchia tutto il nostro presente: la crisi dell’economia, il disfacimento della società, la disgregazione delle evidenze anche più elementari. In questo orizzonte così lontano nel tempo eppure così vicino nei fatti, si svolge la vicenda dura, straordinaria e dolorosa di una famiglia: Anne Vercors, padre di famiglia, che sente su di sé il compito e quasi la responsabilità della propria felicità; la moglie Beth; le due figlie: Violaine e Mara, due personalità opposte eppure complementari, due posizioni diverse rispetto alla realtà delle cose, della vita – due risposte alla stessa domanda: «A che vale la vita, se non per essere data?». E ancora: il giovane Jacques, amato da entrambe, emblema del lavoratore; e Pierre di Craon, il costruttore di cattedrali: il genio santo e peccatore, paradigma dell’amore assoluto, di quel distacco che solo permette di vedere.
L’annuncio a Maria è un mistero già a partire dal suo titolo, che non sembra avere riferimenti espliciti all’interno del testo. È un titolo, invece, che si spiega nelle dinamiche fondamentali dell’opera. Tutti i personaggi di questo dramma, infatti, s’imbattono in uno “scandalo”, in un fatto imprevisto e decisivo, rispetto al quale sono chiamati a dare una risposta – a prendere inesorabilmente posizione. Anne, che davanti al disfacimento del proprio popolo, decide di partire per Gerusalemme; sua moglie Beth, che pur non capendo sino in fondo, per amore, acconsente alla sua partenza; Violaine, che scopre su di sé una terribile malattia, e Jacques, suo promesso sposo, che viene a saperlo; Mara nel suo dolore, e Pierre nel suo sacrificio. Tutti vengono interpellati da qualcosa che ne stana l’essere più profondo, e li fa emergere come libertà. «L’annuncio» del titolo è questo bussare del mistero alla porta della persona: ciò che accade nell’uomo quando l’essere gli domanda di sé, gli chiede la vita. Si può dire che L’annuncio a Maria sia in questo una tra le figurazioni più evidenti della grandezza e del mistero della libertà: si mette in scena il rapporto drammatico fra l’uomo e il suo destino. Ed è – qui come altrove – un rapporto storico, che si gioca nel qui e ora.
Tornato sulle scene dopo molti anni di assenza, questo testo trova nella nuova regia di Paolo Bignamini un allestimento che evidenzia proprio questo dramma, questa origine misteriosa
Fabrizio Sinisi
Date dello Spettacolo
Bergamo, Auditorium di Piazza della libertà
Giovedì 10 Dicembre, 20:30
Albino, Auditorium Benvenuto e Mario Cuminetti
Sabato 12 Dicembre, 20:30