IL CANTO DEL VENTO. Sulle orme di San Francesco

Reading teatrale di e con Luciano Bertoli
Chitarra e voce Ombretta Ghidini

IL CANTO DEL VENTO. Sulle orme di San Francesco

Un Francesco d’Assisi lontano dall’immagine del santo rassicurante torna a parlare direttamente all’uomo contemporaneo. Dalla ricchezza della famiglia alla scelta della povertà, dalla guerra all’incontro con il lebbroso e con il Sultano, dal rapporto con Chiara alla malattia e alla morte, Francesco ripercorre la propria vita come un progressivo spogliarsi dal possesso, dal potere e dall’ego per ritrovare la relazione con l’altro, con la natura e con Dio.
Una narrazione teatrale intensa e provocatoria, accompagnata dalla musica dal vivo, che arriva al Cantico delle Creature non come semplice inno ecologico, ma come il canto di un uomo che, nel momento della massima sofferenza, riesce ancora a dire: Laudato si’.
Un Francesco d’Assisi lontano dalle immagini rassicuranti racconta la propria vita e interroga il nostro presente. Denaro, possesso, guerra, povertà, dolore, amore, natura e libertà diventano le tappe di un viaggio verso l’essenziale. La parola incontra la musica dal vivo fino al Cantico delle Creature, nato nel cuore della sofferenza. Perché Francesco non ci insegna soltanto a possedere meno. Ci insegna a lasciare andare ciò che ci impedisce di appartenere al mondo.

NOTE DI REGIA
La regia nasce dalla volontà di restituire a Francesco la sua dimensione più radicale e, nello stesso tempo, più contemporanea. Non ho avuto bisogno di ricostruire il Medioevo: il passato entra nel presente attraverso la parola. Francesco parla direttamente al pubblico, lo provoca, lo interroga, talvolta lo mette in difficoltà. Il linguaggio volutamente contemporaneo crea un cortocircuito tra il XIII secolo e il nostro tempo. Pietro di Bernardone diventa il simbolo di una società fondata sul possesso, sul profitto e sulla necessità di trasformare ogni cosa in valore economico. La guerra, l’esclusione del lebbroso, Chiara, il Sultano e il rapporto con la natura diventano specchi del nostro presente.
La regia cerca soprattutto il contrasto tra la fragilità dell’uomo e la forza delle sue parole. All’inizio Francesco è pieno di energia, rabbia e provocazione. Poi, progressivamente, il corpo si svuota. La voce cambia. Il ritmo rallenta. La malattia, la cecità e la morte entrano nella scena.
La musica non è un semplice accompagnamento: è un secondo personaggio. La presenza della musicista rimane visibile in scena e dialoga costantemente con l’attore. La chitarra può essere percussione, respiro, rumore, la tensione che precede una rivelazione arpeggio e canto. I piccoli colpi sulla cassa dello strumento diventano il battito della terra, il rumore della guerra, il passo di Francesco.

Date dello Spettacolo

Cologno al Serio, Chiesa parrocchiale S. Maria Assunta

Venerdì 23 Ottobre, 21:00

Ingresso libero