UNA BALLATA PER CHIARA
UNA BALLATA PER CHIARA
Non sarà altro che un momento di leggerezza, una divagazione in salsa pop attorno alla figura di Santa Chiara. Il teatro di strada, la TV, la commedia, saranno gli elementi per trattare con rispettosa ironia i temi sollevati dalla Santa di Assisi: la predicatrice alla ricerca della gioia.
Introdotto da una improbabile voce radiofonica, lo spettatore vedrà comparire sulla scena altrettanti improbabili personaggi, tutti intrepretati dalla dirompente ironia di Ippolita Baldini, non a caso personaggio televisivo, nota al pubblico come “la Lucy”.
Ortolana, la madre devota e “addolorata” dopo aver visto Chiara e le altre due figlie abbandonare la vita agiata, per ritirarsi in clausura.
Le si contrappone Guelfa, un’altra madre, anche lei appartenente ai majores, i nobili di Assisi, che vede nello stile di vita di Francesco e Chiara, radicale e rivoluzionario, una seria minaccia ai privilegi di casta.
E ci sarà spazio anche per “la Lucy”. Catapultata in questo contesto dai contorni surreali per dare la sua personalissima visione dell’amica santa.
Chiara d’Assisi fa solo una fugace apparizione. Giovane donna, resa ironicamente umana, alle prese con le prime difficoltà che gravano su coloro che sono chiamati a farsi “guida” per gli altri.
Chiara la Santa, i suoi miracoli, la sua devozione, la sua fede, invece, restano sullo sfondo, avvolti nel mistero della sua vocazione e delle leggende che hanno circondato la sua esistenza. Ma in fondo è lei, con il suo esempio e i suoi insegnamenti, a muovere tutti i personaggi che si avvicendano nello spettacolo.
NOTE DI REGIA
Tutti i racconti, anche i più strani, cui si fa rifermento nello spettacolo, sono fatti realmente accaduti. Con questo non si vuole intendere che vi sia una qualche velleità storicistica. Tutto è virato verso il sorriso.
L’aspetto che ci è sembrato più adatto per volgere in chiave comica, leggera, la vita di Chiara è stato prendere in considerazione l’impatto che ha avuto sulle persone, a partire dagli abitanti di Assisi rappresentati dalle figure di due madri: Guelfa e Ortolana.
Gli uomini, anche Francesco, pur presenti in scena, non si vedono mai. È un mondo tutto al femminile.
Santa Chiara, la sua vita, la sua clausura, la sua personalità, la sua fede, non sono l’oggetto esplicito del racconto. Non vengono mai messi in discussione, tuttavia sono presenti. Agitano i personaggi, esattamente come Chiara ha agitato la società del suo tempo, sia in seno alla Chiesa, intesa come istituzione, sia per le strade fra la gente comune. È proprio la cosiddetta gente comune, con le possibilità ironiche che offre ad un’attrice con le qualità di Ippolita Baldini, ad essere la protagonista di questa stravagante ballata.