Storie nel buio: il percorso di deSidera per la Giornata della Memoria

La Giornata della Memoria non è mai soltanto una data sul calendario. È un tempo che chiede di essere abitato, attraversato, condiviso. In questi giorni deSidera Teatro sceglie di farsi spazio di racconto e di ascolto, costruendo un percorso teatrale che attraversa luoghi diversi e storie lontane nel tempo, ma unite da una stessa urgenza: interrogare il passato per comprendere il presente.

Il programma dedicato alla Memoria si compone di spettacoli che non si limitano a rievocare eventi storici, ma mettono al centro le vite, le scelte, i silenzi e le responsabilità degli individui. Dal genocidio armeno alla Resistenza, dalla salvaguardia dell’arte durante la guerra fino all’eredità lasciata da una generazione cresciuta nel totalitarismo, il teatro diventa strumento per tenere aperte le domande, più che per offrire risposte definitive.
Il primo appuntamento è Là dove finisce il buio, in scena venerdì 23 gennaio ad Almé e sabato 24 gennaio a Romano di Lombardia. Siamo nel dicembre del 1943, in una cella del carcere di Bergamo. Don Bepo Vavassori, interpretato da Stefano Panzeri, inginocchiato, dà voce a un monologo che è insieme diario e preghiera. I ricordi si affollano: l’infanzia, l’esperienza della guerra, l’incontro con Ungaretti, la nascita del Patronato San Vincenzo. Accanto a lui, invisibile ma presente, l’amico Don Antonio Seghezzi. Le loro vicende si intrecciano a quelle di altri protagonisti della Resistenza bergamasca, restituendo un racconto intimo e civile, dove la fede diventa scelta concreta, responsabilità verso l’altro, opposizione al male.
Il percorso prosegue martedì 27 gennaio, nel giorno stesso della Memoria, con due proposte che affrontano la storia da prospettive differenti. A Treviglio va in scena La lista. Salvare l’arte, interpretato da Laura Curino: il racconto teatrale dell’impresa poco conosciuta e straordinaria di Pasquale Rotondi. Durante la Seconda Guerra Mondiale, Rotondi riuscì a mettere in salvo centinaia di capolavori dell’arte italiana dalle razzie naziste. Un atto di coraggio silenzioso, che racconta come la tutela della bellezza e del patrimonio culturale possa trasformarsi in un gesto di resistenza, in una scelta etica che guarda al futuro.
Il 30 gennaio, a Osio Sotto, andrà in scena Wolfszeit, Il tempo dei lupi, con Swewa Schneider. Al centro dello spettacolo c’è la ricerca di una figlia che tenta di ricostruire la biografia del padre, soldato giovanissimo dell’esercito tedesco, rimasto per tutta la vita avvolto da un silenzio ostinato. Tra scatole di ricordi, fotografie, lettere e la presenza ossessiva di Lili Marlene, la storia personale si apre a una riflessione più ampia su un’intera generazione cresciuta nel mito, precipitata nel totalitarismo e tornata sconfitta. Un’indagine teatrale sulla memoria negata, sull’identità e sull’eredità che passa, in modo frammentario, da una generazione all’altra.
A chiudere questo attraversamento della Memoria è Garò, con Stefano Panzeri, in scena sabato 31 gennaio a Fara Gera d’Adda. Il racconto prende forma attraverso la voce di un Meddah, narratore della tradizione orale, che accompagna il pubblico nella vita del giovane Garabed Surmelian, della sua famiglia e del villaggio di Shevan. Tra riti di passaggio, giochi, feste e momenti di quotidianità, emerge il ritratto vivo della cultura armena, progressivamente oscurato dalla minaccia della persecuzione. Il genocidio armeno irrompe nella narrazione come una frattura irreparabile, ma il racconto trova comunque la forza di affidarsi alla parola e alla memoria per lasciare spazio, anche nel buio, a un ultimo respiro di speranza.

Con questo percorso, deSidera Teatro sceglie di fare della Giornata della Memoria un tempo diffuso, che non si esaurisce in un solo evento ma si costruisce attraverso storie diverse, punti di vista plurali, domande ancora aperte. Un teatro che non consola e non semplifica, ma che invita a fermarsi, ad ascoltare, a riconoscere nel passato le responsabilità e le domande che continuano a tormentare il presente.