NON DIRLO - Cronaca dal palco

Il Vangelo di Marco

01/07/2016 - Bergamo, Chiesa di San Bartolomeo

Serata di grande successo (la grande chiesa di San Bartolomeo in centro città strapiena!), ma soprattutto di grande intensità. Sandro Veronesi espone la sua rilettura del Vangelo di Marco come un consumato attore: pause calibrate, riprese vibranti, battute liberanti nei momenti di maggior tensione. Quasi due ore volate d'un fiato sulle orme di uno scrittore, l'evangelista, che aveva ben chiaro cosa raccontare e a chi. Tutta l'interpretazione di Veronesi parte sull'analisi del destinatario: Marco scrive per i romani che non avevano nessuna possibilità né interesse ad entrare nelle dispute ebraiche e nella loro tradizione religiosa. Occorreva perciò scrivere la storia in modo che fosse recepita dai dominatori del mondo. Occorreva sfrondarla di tutti gli elementi tipici della tradizione ebraica e semplificare molto. Cosa non si poteva sacrificare? L'eccezionalità del protagonista. Più la storia avanza più lui, Gesù di Nazareth, si staglia solitario nella sua unicità. Che, proprio per questo, può essere capita da tutti perché tutti attendiamo qualcuno che ci possa liberare dal nulla che ci opprime. Il Vangelo più sintetico, più sincopato, meno teologico, appare così nella sua nudità tutto centrato sull'essenziale: l'annuncio che un uomo sia davvero venuto in un angolo sperduto dell'impero e abbia mostrato attraverso la sua esistenza la via per vincere la morte. C'è qualcosa di più interessante che sia stato detto negli ultimi  duemila anni?

redazione

La voce del pubblico

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02/07/2016 12:58 - GIOVANNI SINCINELLI:
Coinvolgente approfondimento del vangelo di San Marco. Complimenti a Sandro Veronesi che ci ha tenuto con il fiato sospeso per più di 2 ore. Vien voglia di rileggere - ma anche leggere qualsiasi testo - il vangelo di San Marco, con lo stesso spirito di osservazione messo in atto dall'attore/scrittore fiorentino.


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